Alimentazione

Recupero fisiologico post “abbuffate di Pasqua”

Con l’arrivo delle festività di Pasqua spesso ci si lascia andare a qualche dolcetto di troppo (vds uova di Pasqua, colombe, dolci tradizionali…) che tu sia sportivo o meno, è normale un calo di tensione, indispensabile per staccare dalla routine giornaliera di lavoro, allenamenti e diete.
Poi all’improvviso, ci si ritrova con l’ago della bilancia spostato verso destra! NON SONO LE BATTERIE SCARICHE!!!
Non serve certo un medico per capirne la causa, una piccola analisi della tua alimentazione può aiutarti ad agire in modo consapevole.
Vorrei affrontare con voi gli effetti della generica disbiosi intestinale. Senza entrare nel merito della poca importanza dedicata dalla medicina ufficiale all’eziopatogenesi (analisi delle cause e dello sviluppo di una patologia o di una condizione anomala) alimentare della disbiosi, la flora batterica intestinale perde il suo normale equilibrio e la conseguente rottura dell’ecosistema microbico intestinale, porta ad un naturale aumento di batteri cattivi i cui effetti sono: gonfiore, stitichezza, diarrea, riduzione della forza, malessere generale, cambiamenti dell’umore, disturbi del sonno…
Le cause sarebbero da cercare tra diete monotematiche, eccessi alimentari, stress, terapie antibiotiche, ma noi intanto ci soffermiamo sull’aspetto alimentare, di importanza fondamentale e sopratutto controllabile.
Semplificando il concetto, dobbiamo comprendere se abbiamo abusato in zuccheri (dolci, pasta, pane) o in carni e grassi animali: nel primo caso assumere integratori potrebbe peggiorare le cose mentre nel secondo potrebbe aiutare.
Ma comunque per sgonfiare e recuperare il naturale equilibrio fisiologico, senza ricorrere ad integratori vari, potrebbe bastare da uno a 2/3 giorni di alimentazione con pochissimi zuccheri complessi ma proteica al punto giusto, cioè carboidrati si ma con meno zuccheri possibili (e quindi con più fibre), carne bianca e pesce. Una colazione con frutta secca e fresca (10 mandorle/noci ed una banana e una mela), uno spuntino con yogurt e semi, a pranzo un frutto con pollo e verdure lesse, una cena con qualche cucchiaio di legumi con pesce e verdure. Questo vuol essere un semplice esempio di alimentazione per sgonfiarsi e controllare l’acidità del bolo con delle combinazioni alimentari che non affaticano il transito gastrico ed intestinale. Provare non costa nulla…

21 Aprile 2019 / by / in
Alimentazione e sport: un connubio che viene da lontano

La storia

Ippocrate (460 a.C. – 377 a. C.) considerato il padre della medicina amava dire: “se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, né in difetto né in eccesso, avremmo trovato la strada per la salute”.

Questo la dice sulla necessità di riflettere sulle parole del “padre della medicina”: mi vorrei soffermare su due concetti fondamentali:

  • correlazione fisiologica e naturale tra nutrimento ed esercizio fisico. La scienza moderna ha studiato in modo approfondito questo aspetto ed il risultato è stato quello di non essere riuscito a trovare un elemento prevalente di uno sull’altro, ma ha tacciato le linee guida: trovare il giusto equilibrio.
  • proporzione tra difetto ed eccesso. L’essere umano è un mammifero in grado di adattarsi all’ambiente, ma per farlo ha bisogno di tempo, senza eccessi e soprattutto con costanza e proporzione.

Quando, quanto e come

Quando? Risposta semplicissima: sempre!

Quanto? Come nelle ricette di cucina: quanto basta!

Come? Con serenità e senza attaccamento!

Per una risposta più articolata potrei precisare che una vita equilibrata, serena ed improntata alla gioia di vivere, è la base fondamentale per trovare la formula magica personale di ognuno.

Quindi?

L’esercizio fisico, se praticato con regolarità provoca gli aggiustamenti ed adattamenti in molti apparati del nostro organismo. Questo si verifica anche nel sistema immunitario.

Durante l’attività fisica il numero dei linfociti (cellule del nostro corpo deputate alla gestione delle difese immunitarie) aumenta, ma nelle ore successive al termine dell’attività diminuiscono: in queste ore potremmo essere più attaccabili da virus e batteri. Successivamente il nostro cercando di adattarsi crea i presupposti per essere più pronto al successivo allenamento. Abbiamo quindi la nostra bella supercompensazione.

Per creare questi adattamenti dobbiamo riposare il tempo necessario e fornire il nutrimento giusto alle nostre cellule.

7 Marzo 2019 / by / in
Cosa mangiare a colazione pregara?

La mattina la colazione pregara deve essere consumata  almeno 2-3 ore prima della prestazione.

Essa conterrà nuovamente carboidrati complessi che possono spaziare tra :

  • riso,
  • fette biscottate,
  • fiocchi di cereali (ottimo il teff , cereale senza glutine che rilascia l’amido molto lentamente ma a differenza dell’avena non provoca quella spiacevole sensazione di gonfiore intestinale)

Il tutto va accompagnato da una fonte proteica di facile digestione come il prosciutto cotto.

Per i più deboli di digestione  o se la gara prevede (come spesso capita) una partenza a fuoco, gli alimenti proteici possono essere sostituiti da un pool di aminoacidi di ultima generazione (ovvero che presentano assorbimento completo; con dosaggi da stabilire)

20 minuti prima della gara sarà il momento della “razione d’attesa” il cui scopo è quello di mantenere i livelli di glucosio costanti nel sangue nonché aggiungere sostanze con caratteristiche prestative: maltodestrine DE 6 alcalinizzanti in soluzione ipotonica + creatina pH-controlled + AKG e altre molecole specifiche.

Buona gara a tutti

10 Luglio 2018 / by / in